venerdì 11 giugno 2021

Umbro-Marchigiano


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Dopo più di due mesi, a causa anche di questa primavera ed inizio estate decisamente piovosi, mi appresto ad un gran giro, pianificato a tavolino come ai bei tempi anche se con la solita inerzia mattutina: è che mi sarei rotto abbastanza di andarmene a spasso da solo! Anche perché, come spesso scritto e ripetuto, da solo non mi fermo praticamente mai, compreso oggi: 600 km intervallati da una mezzora abbondante per il pranzo e una ventina di minuti per uno spuntino prima del rientro a Roma.

Tirata autostradale fino ad Orvieto da dove, dopo quasi un anno, torno sulla bellissima SS 71 Umbro-Casentinese, ma oggi con la voglia di percorrerla ben oltre Chiusi, fino ad Arezzo. E’ davvero bella questa statale, ottimamente tenuta, ricca di paesaggi verdissimi grazie al fatto che scende a valle soltanto all’altezza di Fabro per puntare verso il lago Trasimeno e poi a nord per Arezzo.

Raggiunta questa cittadina mi immetto subito sulla altrettanto bellissima SS 73, che da Siena se arriva addirittura fino a Fano! (il tratto tra Siena ed Arezzo è in programma). Ma, ovviamente, anziché prendere la nuova superstrada che sostituisce la vecchia statale mi immetto su questa: spettacolo! Praticamente deserta, ben asfaltata e ricca di passaggi divertenti, mi consente di raggiungere rapidamente Sansepolcro.

Sempre praticamente senza soste, mi immetto sulla famosa SS 73bis del valico di Bocca Trabaria, una palestra per i motociclisti. Non ci tornavo dal 2018, e quella volta trovai il valico sbarrato e, manco a farlo apposta, anche nel 2016 con Alberto il passaggio verso l’Umbria era interdetto perché un camion s’era messo di traverso, costringendoci ad allungare non poco fino a Cagli.

Ma oggi tutto fila liscio, e pennellare le curve è uno spasso. L’aria è frizzante salendo, la velatura si è trasformata in nuvoloni che sembrano minacciare temporali.


Dopo una breve sosta, a ricordare quante volte ci sono passato (in entrambe le direzioni non vorrei esagerare ma almeno 7-8 volte!) scendo rapidamente a Mercatello sul Metauro: è ora di mangiare e l’aria fresca mi ha messo appetito. Quasi ad aver ereditato il fiuto di Alberto per ristoranti e trattorie notevoli mi fermo qui: gustosissime tagliatelle ai porcini freschissimi e tagliata di manzo!
Di nuovo in moto in pochi minuti sono a Sant’Angelo in Vado e punto deciso a prendere la stradella scoperta nel 2019 e che dopo un passaggio in quota con vista del Catria, scende rapida ad Apecchio. Qui il piano e scendere qualche km verso Piobbico ma poi puntare verso Serravalle di Carda, credo di non essere più stato da quelle parti dal 2009!

Il fondovalle sotto il Monte Nerone è bellissimo. Al bivio prendo per Cagli, mi aspettano almeno 3 ore di moto per arrivare a casa passando dalla Flaminia. Faccio una breve sosta, metto gli auricolari per farmi compagnia e a parte una sosta benzina a Spoleto non mi fermo più. Ovviamente la Flaminia fino a Foligno è bellissima, poi è praticamente una superstrada e torna divertente tra Spoleto e Terni.
Arrivato a Roma nord un temporale imperversa dritto davanti a me, con una colonna d’acqua e fulmini. Facendo il raccordo riesco ad aggirarlo, entro in garage appena in tempo.

Da segnalare:

SS 71 Umbro-Casentinese
SS 73 e 73 bis


venerdì 2 aprile 2021

Per fortuna che il Lazio è variegato…

Come lo scorso maggio, e ancora a dicembre, le restrizioni per il regime sanitario perdurante (…) impediscono di uscire dai confini regionali, e così, studiato a tavolino, quest’itinerario notissimo mi porta comunque su belle strade (ad eccezione del tratto sabino, sempre pessimo!), a godere di bei paesaggi in una bella giornata di sole con l’aria mite. Un altro venerdì' da cassaintegrato!

La mitica maglia termica si conferma un acquisto davvero notevole. Oggi solo con quella e sopra il giubbotto di pelle.


Partito con calma da casa verso le 9:30 ho raggiunto la Tiburtina a Vicovaro ma anziché fare la solita licinese ho preso per Arsoli e da lì ho scavalcato la dorsale montuosa verso la Salaria passando da Riofreddo e Vallinfreda, per ritrovarmi ad Orvinio. I paesaggi sono sempre gradevoli sull’altopiano che da Vallinfreda raggiunge Orvinio.

La Salaria mi porta velocemente a Rieti e, come da programma mi fermo a curiosare presso il fornitissimo motosalone e concessionario Mototecnica Rieti dove ormai nel lontanissimo 2013, presi il GSR. Ci sono davvero tante occasioni usate in perfetto stato ma nulla che mi attragga veramente.

Raggiungo velocemente Posta e svolto sulla SR 521 per Leonessa attraverso la bella salita del valico omonimo: divertentissima come sempre, percorsa in entrambe le direzioni non ricordo nemmeno più quante volte!

Dopo una sosta per uno spuntino portato da casa, come tante altre volte ormai, riprendo per Rieti passando da Morro Reatino e anche questo tratto di strada, tutto uno zigzagare, è sempre gustoso soprattutto quando, come oggi, sono bene asciutte le zone in ombra.

L’aria è decisamente tiepida nella piana di Rieti, sempre bellissima da vedere standosene un po’ in quota.

Lasciata la cittadina alle mie spalle prendo per Contigliano, il tempo di fare un altro pieno e si riparte: valico di Fonte Cerro e giù a Cottanello: 15 km di curve e tornanti per tutti i gusti, nella prima parte la strada è ricca di curve di raggio medio/stretto inframezzate da qualche tornante, mentre nella parte intermedia, in prossimità del valico è più scorrevole con brevi rettilinei e curve aperte. Peccato per l’asfalto a tratti mal ridotto.

Senza soste inizio il ritorno per Roma. Decido di tenermi alto anziché scendere subito sulla SS 313. I ricordi della strada che passa per Montasola, Casperia e Poggio Mirteto non sono buoni e, nonostante siano passati moltissimi anni, lo stato della strada è lo stesso: scassato andante. Però si gode comunque di un bellissimo paesaggio tipicamente sabino.

Non ci metto molto ad essere al bivio che mi porta rapidamente a prendere l’A1 a Fiano. Il resto è storia di traffico romano ordinario.

Nota del 9/4/2020 – ho scoperto oggi che essendo il Lazio in zona arancione il 2 scorso, non sarei nemmeno potuto uscire da Roma. M’ha detto bene. Dopo tutto però, non ho avuto nessun contatto con umani, nemmeno col benzinaio, visto che ho usato il self service!














venerdì 26 febbraio 2021

Prenestini

Le prime belle giornate tiepide abbastanza si fanno sentire e quindi arriva la mezza voglia di uscire, ma senza esagerare. Da solo è ormai un po’ che inizio ad annoiarmi e siccome in questa stagione non c’è tempo per farsi dei grandi giri allora meglio restare in zona.

E devo dire che è stata una scoperta di stradelle provinciali in paesaggi gradevolissimi e pressoché totale assenza di traffico tranne che per le due consolari tristemente famose per questo: la Prenestina all’andata e la Casilina al ritorno.

Non andavo a Guadagnolo dalla metà degli anni ‘80 e riscoprire questo borgo, il centro abitato più alto del Lazio, balcone della provincia dai suoi 1218 m slm! Peccato per la densa foschia oggi. Lo stesso dicasi per Castel San Pietro, sopra Palestrina.

Partito con calma verso le 11 col GRA ho raggiunto la via Prenestina e sono partito in direzione Palestrina. Un errore mi stava portando verso Tivoli ma ho recuperato passando per una bella strada di campagna. Inerpicatomi nel centro storico di Palestrina e poi su a Castel San Pietro lì mi sono fermato una mezzoretta al sole a godere l’aria tersa osservando con tristezza la spessa cappa di smog sopra Roma.

Ripresa la strada per Capranica Prenestina, devo dire molto bella, ho quindi deviato per l’unica strada che porta a Guadagnolo, abbarbicato sul monte omonimo con il suo caratteristico mucchietto di casette una addossata all’altra per tenersi caldo!

Anche qui sosta panini e bevanda a prendere il sole sul belvedere, come una lucertola.

Ripresa la strada obbligata verso Capranica da lì ho puntato per Rocca di Cave e Cave, raggiunta con una discesa ripidissima e ricca di una dozzina di tornanti!

Il resto è storia fino alla trafficatissima Roma.

Oggi per una volta, stivali a parte, ho lasciato a casa giacca tecnica e pantaloni con protezioni e me ne sono andato a spasso con un giubbotto di pelle ed un paio di jeans!
















martedì 2 febbraio 2021

Caricabatterie…

Il problema di abitare in una grandi città, tanto più a Roma, è che per farsi una passeggiata in moto che sia degna del suo nome, vedere un po’ di verde e qualche collina, devi allontanarti parecchio.
E così ciò che voleva essere un giretto tanto per tenere la batteria in forma s’è trasformato in un girello da quasi 150 km!

Niente di particolare comunque, se non lo stato pessimo della maggioranza delle strade, il traffico ad eccezione di qualche tratta più isolata (Santa Severa-Tolfa e Tolfa-Manziana) e l’abbigliamento decisamente “cittadino”: jeans e giubbotto per capirci, complici un’aria che al sole era gradevole pur se freschina, vista anche l’ora tarda.

La passeggiata su strade molto note e campagnole, ad eccezione dell’Aurelia che dal GRA mi ha portato fino a Santa Severa, godendomi tanto sole e lentamente, visti i limiti e i numerosi autovelox.

Niente di che insomma, ma vale la pena ricordarsene.

venerdì 18 dicembre 2020

Passeggiata montana

Approfittando ancora una volta del venerdì di cassa integrazione e delle previsioni per una giornata fredda ma assolata ho organizzato al volo questa passeggiata concentrata in poco più di una mattinata: partito per le 9:30, alle 14:00 ero già a casa, e durante quelle ore, tranne le brevissime soste per qualche foto, non mi sono mai fermato.

Dopo tutto pur avendo a breve parecchi giorni di ferie tempo che, causa Covid, ci sarà di nuovo un lockdown totale per le feste e non potremo muoverci!

Una passeggiata per godere dei panorami, dell’aria tersa,  e della vegetazione scarsa e scura di queste giornate sono bastate.

Ho ripercorso, come la volta scorsa,  la bella strada che dal casello di Castel Madama va a sud passando da Sambuci, poi di nuovo su e giù da Rocca Canterano per Subiaco ma stavolta ho puntato verso Monte Livata: sapevo che avrei trovato le strade pulite, poca neve e ben cosparse di sale, però devo dire che nei tratti umidi e in ombra (e decisamente freddi!) andavo “con le rotelle” perché la gomma anteriore spesso mi trasmetteva quella sgradevolissima sensazione di slittamento…

La natura della zona intorno a Monte Livata, la classica appenninica, ricca di faggete splendide, lascia sempre belle sensazioni; i tratti di prato e di bosco tuttora innevati, anche se per una decina di centimetri appena, contrastavano il verde dei prati ed i toni autunnali dei boschi.

Ho proseguito poi per Jenne e da qui ancora verso Vallepietra per poi ridiscendere verso Trevi nel Lazio. La stretta gola dell’Aniene nel suo tratto più alto (le sorgenti sono a pochi km da Vallepietra) era  ancora completamente in ombra e la strada decisamente insidiosa: lentamente ho percorso quei km godendo lo spettacolo degli alberi ricoperti di brina.

Da Trevi verso gli Altopiani di Arcinazzo e giù a Guarcino, strade note.

Di ritorno verso Roma avrei voluto fare tutta la Prenestina ma a Fiuggi un po’ ho sbagliato un po’ tutto sommato la Casilina è gradevole ho proseguito con quest’ultima fino a San Cesareo dove ho preso l’A1 per il breve tratto fino a Roma.

Nota tecnica. Confermo che la maglia termica che ho comprato è un portento!