venerdì 3 gennaio 2020

Campagne

Nonostante il raffreddore (o ti passa o muori…) l’idea di farmi un girello c’era viste le giornate davvero assolate. 

Con calma, nelle ore calde come si dice. E così è stato: tre ore piene tra le 12 e le 15 a spasso per strade campagnole molto note e giusto una mezzora di noia alla fine sulla Cassia bis dopo Monterosi.


Sono passato prima dal fido meccanico per farmi sistemare lo specchietto retrovisore sinistro misteriosamente allentatosi e, ahimé, per passare da un altro concessionario Moto Guzzi, ed avere la conferma che la V85 TT non fa per me!  :-( Sono diversamente alto persino per la sella ribassata da 81 cm.


Il 27 dicembre scorso ero stato a vederla da un altro concessionario e avrei persino potuto provarla! Ma appena ci salii sopra mi resi subito conto che non sarei mai riuscito a tirare su la moto dalla stampella laterale, il piede destro era molto alto rispetto al terreno, almeno 15-20 cm e quindi portare il peso a destra per poggiare da quel lato era estremamente rischioso. Comunque in quell’occasione il titolare mi ha fatto provare per oltre un’ora una V7 III che non mi dispiace affatto se nell’allestimento Special con doppio quadro strumenti: tachimetro e contagiri analogici, quella provata, una Stone, con un solo strumento centrale non mi piace affatto.


Stamattina invece, un altro concessionario, volevo ancora toccare con mano la V85 TT –che confermo piacermi assai- e il titolare gentilissimo mi ha montato una sella da 81 su quella esposta e con possibilità di prova ma, ancora una volta, con la moto perfettamente in piano, l’ho sollevata dalla stampella solo perché il piede destro toccava su un gradino rialzato di cinque o sei centimetri! Negativo: non si può stare su una moto che ti consente di toccare con le punte dei piedi!


Insomma è veramente questione di centimetri la differenza tra star bene ed aver timore a starci sopra (da fermi ovviamente!). La GSR ha una sella da 78,5 e, con la moto in piano, tocco bene e completamente la parte anteriore di entrambi i piedi, basta che mi metta un pelo fuori asse col sedere e tocco da una lato solo anche col tallone. La Z750 aveva 81,5 ma i  fianchi più stretti, e infatti mi ha dato filo da torcere, non dico che toccavo con la punte ma quasi. Questa Guzzi con i suoi 81 cm ma con fianchi più larghi è impossibile per me!


E vabbé. In compenso però ho visto esposta una V7 III Special e confermo che potrebbe piacermi!


Ovviamente sempre che mi decida a dar via la fidatissima GSR che ormai fa corpo unico con me!


Tornando al giretto è presto detto. Con concessionario visitato sulla circonvallazione Clodia mi sono diretto verso Passo Corese da dove ho preso la sempre bella SS 313 “Ternana” fino a poco a sud di Narni. Mi sono poi avventurato per stradelle tra Ternana e Flaminia, con scorci delle vallate dall’alto molto belli.

Da Narni ho ripreso la Flaminia fino al bivio per Nepi commettendo un errore: una stradaccia che non ricordavo, ho giusto risparmiato un po’ di tempo perché mi sono ritrovato sulla Cassia Veientana. Ad averlo saputo restavo sulla Flaminia che è tutta complessivamente gradevole.
Temperatura piuttosto rigida, tra i 5 ed i 10 gradi, ma al sole non si stava malaccio. Strade nel complesso asciutte ma con numerosi tratti in ombra con parecchia brina sui bordi.
Tre ore filate in sella senza soste, un pieno di benzina e vai!
PS) la schiena non ha protestato, per ora. :-)












sabato 30 novembre 2019

Sintomi d’inverno

Ad oltre un mese dall’ultima uscita un’altra uscita breve ma intensa ancora una volta praticamente senza soste, a parte una ricca colazione al solito bar di Villagrande di Tornimparte.
Aria fredda, decisamente, nonostante l’apparente mitezza mentre attraversavo la città per andare a prendere l’A24.
Uscito a Tornimparte, dopo i soliti dubbi sul dove andare e l’improvvisazione decisiva, sono sceso verso Civitatomassa e da lì la SS 17 mi ha portato al valico del Corno e giù ad Antrodoco. La Salaria dopo Antrodoco è sempre molto bella da percorrere e, lo ripeto,vale la pena lasciare il nuovo tracciato uscendo per Sigillo e seguire i pochi km di vecchia strada.
Triste constatare come dal 2016 ci siano tuttora almeno 4 cantieri con semaforo per senso unico alternato ed alcune strade siano tuttora impercorribili!
Ad Ascoli Piceno, dopo tantissimo tempo, riprendo la SS 81 verso Teramo: il primo tratto è sempre divertente e molto tecnico, pieno di cambi di direzione e piccoli tornanti in salita. Quasi ovviamente vengo superato da due BMW a cannone che affrontano quelle curve con uno stile inimitabile, come se la strada non fosse stata nemmeno a tratti molto bagnata! Ma come fanno? Se poco poco mi azzardavo ad osare un po’ di più, avvertivo netta la sensazione di ammorbidimento dell’avantreno causato dal leggero scivolamento dell’anteriore!
Il tempo sembrava cambiare rapidamente una volta sull’altopiano ma in realtà erano nuovoloni che si ammucchiavano contro le pareti delle montagne.
Mi sarebbe piaciuto mangiare qualcosa ma non ho trovato davvero posti che mi ispirassero e così a Teramo ho tirato dritto per la SS 80 del Gran Sasso d’Italia: bellissima tutta, soprattutto il tratto finale dopo il valico delle Capannelle.

Anche questa bagnata parecchio, a parte i rari tratti assolati e, a proposito di sole, ormai basso ce l’avevo proprio in faccia: grandissimo aiuto dalla visiera parasole del mio casco Shark!

La discesa tortuosa e divertente fino alla periferia de L’Aquila e da qui via di autostrada umida e freddina fino a Roma.
Nulla da segnalare: strade conosciutissime, tutte molto belle, fatte e rifatte decine di volte!





sabato 12 ottobre 2019

Ottobrata



Giornata splendida, gomme nuove di zecca! Sono tornato alle Metzler M5, per risparmiare qualcosa, sono quelle con il battistrada con i solchi a forma di pi grego e i numeri da 1 a 5 che indicano l’angolo di piega, da cancellare. E già siamo quasi al 5!


Che sensazione fantastica che danno le gomme nuove, quella morbidezza sull’anteriore nei cambi di direzione, con la moto che scivola da sola in piega.

So di averlo già detto ma anche oggi ho constatato che da solo sto praticamente sempre con le chiappe sulla sella. A parte le brevissime soste per una foto, per mettere benzina o per guardare il navigatore non mi fermo mai! Sono stato seduto solo per mangiare, una mezzora. Andando incontro all’inverno ed alle giornate più corte dovrò modificare i ritmi e cercare di far meno godendo di più la strada. E poi c’è sempre quella voglia di esplorare percorsi meno battuti ma con paesaggi diversi. E così è stato anche oggi. Non dico strade bianche ma strade decisamente poco frequentate. Se ci va la Google Car ci posso andare anch’io.

Oggi sono tornato su strade che non percorrevo da parecchio tempo, con un avvicinamento ed un rientro che ha evitato il più possibile l’autostrada, fatto salvo per quella ventina di km di bretella tra GRA e l’uscita di Fiano Romano.

Di buon ora ero sulla sempre gradevolissima SS 313, percorsa la volta scorsa per rientrare a Roma. Il caldo dei giorni scorsi oggi ha creato le condizioni perfette per dei banchi di nebbia che però verso le 10:30 erano scomparsi del tutto, fortunatamente senza aver bagnato le strade se non nei tratti molto in ombra.

Quasi senza accorgermene mi trovo a Terni che attraverso da sud a nord per raggiungere la Flaminia: peccato il traffico intenso, non sono riuscito a godermi il bel tratto fino al valico della Somma. Poco dopo Spoleto la SS 361 mi consente finalmente di saggiare la sensazione di avere delle gomme nuove, la strada inoltre fino al valico è stata rifatta da poco.


Oltrepassato il passo scendo verso la strada della Val Nerina all’altezza del Vallo di Nera: pochi km e devio ancora a nord verso Sellano.
L’aria è tersa ed inizia a farsi sentire il tepore, è un piacere passeggiare in moto con queste che sono le temperature ideali, non superiori ai 25 gradi! Non percorrevo la “Sellanese” dal lontanissimo aprile 2016. In cerca di panorami diversi poco prima del paese prendo a nord per una stradella secondaria che quasi segue il confine tra Umbria e Marche e dall’alto offre scorci bellissimi verso il Monte Sibilla e le cime vicine.

A Colfiorito scendo verso Serravalle di Chienti e da lì un’altra stradella che passa da abitati isolati e davvero “fuori dal mondo” sale e scende rapida verso Pioraco e da qui via di Septempedana verso Nocera Umbra. L’ultima volta che passai da qui era addirittura il
2014! Non ricordavo che questa strada fosse così bella e divertente. Al bivio per Fabriano segna solo 25 km per arrivarci, quasi quasi…no, meglio tirar dritto per Nocera dove finalmente mi fermo per mangiare qualcosa.


Da Nocera prendo una stradella che mi riporterà a Colfiorito, e qui parliamo addirittura di 10 anni fa, quando con Barnaba la percorremmo al contrario ed allora guidavo la sua moto e lui la mia. Anche qui, paesaggi bellissimi e fuori dalle rotte solite.


Da Colfiorito scendo verso Foligno con la bellissima SS 77, quella vecchia ovviamente: un pezzetto di superstrada ed esco per Acquasparta, lungo la sempre bella strada che porta fino alla E45 poco a nord di Terni.

Altro pezzetto di superstrada e siccome è ancora presto e decido di rientrare a Roma percorrendo tutta la Flaminia, altra strada che non mi vedeva passare da un bel po’.










sabato 14 settembre 2019

Giretto piccino, come il fico settembrino.




 


 



  Indeciso tra un giro più o meno lontano dalla città o una passeggiatina alla fine ha prevalso il buon senso: giro! Anche se con qualche dubbio visto lo stato ormai agli sgoccioli delle gomme, soprattutto la posteriore.
Dopo aver tolto la polvere alla moto ieri con un accurato lavaggio (lavori in garage! hai voglia a polvere) e un’ingrassata alla catena oggi c’era lo spirito giusto ed ancora temperature gradevolissime, direi freschine a parte il rientro nel tardo pomeriggio in una inattesa torrida città.
Alle 9 già pronto per girellare all’uscita di Castel Madama della A24. L’idea era comunque in qualche modo di passare da Santa Rufina da “Mototecnica Rieti” dove nel lontanissimo 2013, in questo mese, presi la fida GSR! Il sabato è aperto fino alle 13 e quindi volevo ritagliarmi un pochino di tempo per dare un’occhiata, così come si dice, senza impegno!
Passeggiando tranquillo poco prima di Carsoli, sapendo che avrei dovuto puntare a nord verso Rieti mi figuro un bel giro di anticipo: continuo sulla variante della Tiburtina verso Tagliacozzo, non ricordo nemmeno più da quanto tempo non la percorrevo verso Est, davvero bella, soprattutto all’altezza del piccolo valico, e con in mente di fare la salita ai Colli di Montebove verso Ovest, al contrario di come fatta normalmente: anche in questo caso saranno anni che non capitava. Direi che è più bella in questa direzione che non al contrario. Mi concedo una brevissima deviazione per Marsia, l’ultima volta fu in occasione del raduno di Arsoli del 2005! Un secolo fa, avevo la moto da quattro mesi!
Di nuovo a Carsoli prendo la provinciale di fondo valle del Turano, costeggio il lago fino a Castel di Tora, lo attraverso e sempre lungo il Turano arrivo fino oltre Rocca Sinibalda e quasi senza accorgermene sono a Rieti, proprio all’altezza del tratto di superstrada della Salaria.


La deviazione per dare un’occhiata al parco usato di Mototecnica non è servita granché, niente che possa davvero stimolarmi come all’epoca fece la Yoshimura! Il proprietario si è ricordato della moto e di me! Ha preso nota del mio desiderata, così, senza impegno. E non ve lo dico!
Proseguo sulla Salaria, senza fretta. A Sigillo esco per percorrere il vecchio tracciato della Salaria fino a Posta: ho quasi fame ma proseguo.
La salita verso il valico della SS 471 è sempre bellissimo e divertente. Un’occhiata al mitico ristorante “La tana del lupo” ma è troppo pieno di motociclisti, ci saranno trenta moto parcheggiate fuori! Troppe. A proposito, c’erano più moto in giro oggi che a luglio ed è comprensibile: le temperature oggi erano ideali.
Proseguo lungo la divertentissima SR 521 di Morro Reatino, uno zig-zag senza sosta per più di venti chilometri, ed in giornate come questa perfettamente asciutta, visto che la strada è quasi tutta in ombra e quasi sempre umida!
A Morro Reatino mi concedo uno spuntino e poi giù per Rieti dove il caldo inizia a farsi sentire. Prima di salire da Contigliano per raggiugere la Sabina mi cambio e indosso una maglia più leggera.
Su e giù verso Cottanello e poi Configli. Dopo l’esperienza di tanti anni fa delle stradacce che passano alte verso Montasola e Poggio Mirteto ho preferito allungare un po’ e prendere la SS 313, decisamente più godibile anche se a tratti scassatella (come tutte le strade dopo tutto!)
In meno di un’ora sono a Passo Corese e lì salgo sul breve tratto di A1 che mi riporta in città.
Che poi mica tanto giretto: tolti i tratti autostradali e di città i miei 300 km di curvazze me li sono fatti!

Mi sa che se non cambio le gomme di giri ad ottobre non se ne parla! E pure gli stivali ahimé sono arrivati alla frutta! (che riuscita! più di 10 anni!).
Segnalo:
SS 5 Tiburtina tra Castel Madama e Tagliacozzo (occhio agli autovelox!)
SS 5 Tiburtina tra Tagliacozzo e Carsoli via Colli di Montebove
SP34 Turanense tra Carsoli e Rieti via Rocca Sinibalda
SS 4 Salaria tra Antrodoco e Posta (vale la pena uscire a Sigillo e fare la vecchia per pochi km)
SR 471 del Valico di Leonessa
SR 521 di Morro Reatino
SP 45 tra Contigliano e Cottanello
SR 313 Ternana

venerdì 16 agosto 2019

Strade a caso (quasi) a Ferragosto (quasi)



So di ripetermi ma mi ripeto! L’abbigliamento estivo anche in estate può essere una fregatura. Passata l’afa della scorsa settimana il vento fresco da nord ha abbassato la temperatura più o meno dappertutto. Ovviamente partendo da Roma non ci fai caso ma stamattina appena imboccata l’autostrada gli spifferi del traforato con solo una maglietta sotto facevano sentire appieno i poco più che 20 gradi! Tanto che anche una volta uscito e andando più piano l’aria era talmente pungente che ho messo un’altra maglietta a maniche lunghe che non ho tolto se non verso le 13! E poi si sa, frequentato quote alte le temperature scendono facilmente soprattutto nei tratti in ombra!
E quindi col fresco comunque niente di meglio che uscire e di giorno feriale girellando quasi a casaccio su strade note, notissime (tranne una che non percorrevo da un sacco di tempo, la SS 602 da Bussi sul Tirino fino ad incrociare la SS 17 a Navelli, da cui si gode la vista della splendida piana e la rocca di Calascio in lontananza). E soprattutto girando su strade pressoché deserte complice il periodo ed il ponte di Ferragosto.
Partito di buon’ora come sempre alle 9 ero già a Carsoli dopo un rapido tratto di A24. Avevo deciso di percorrere la vecchia provinciale che passa più o meno da Pietrasecca, attraverso rilievi boscosi e verdissimi (come detto altre volte le piogge abbondanti di quest’anno fino a fine maggio hanno reso la vegetazione anche in questo periodo ancora verdissima) sale e scende verso la valle del Salto, da lì risalgo rapidamente verso i piani Castiglione, verso Rascino, quasi completamente solo, incrociando tre o quattro fuoristrada dei mandriani locali. I colori sono vividi e limpidi nella luce del mattino, il panorama sulla piana aquilana e sul massiccio del Gran Sasso una volta passato il valico è come sempre entusiasmante, ed ancora di più è stato osservare per lunghi minuti il volteggiare di un falco altissimo ed il passaggio lento e maestoso di ben tre aquile o per lo meno ho ragionevoli certezze che erano tali, enormi quanto quelle viste anni fa a Campo Felice o quelle di Campo Imperatore.
Peccato che il rinnovato con nuova gestione bar di Villagrande sia chiuso per ferie! Devo accontentarmi del piccolo e sfornitissimo bar della piazzetta, giusto un succo di frutta!
Raggiunta la SS 17 dopo parecchio tempo risalgo verso Campo Felice dalla vecchia strada, sempre divertentissima, passo la galleria dopo una breve sosta a godere dei Piani di Pezza (magari passa qualche altra aquila!) e scendo rapidamente dall’altopiano delle Rocche di nuovo verso il capoluogo abruzzese, perdendomi come sempre tra San Panfilo d’Ocre ed Onna.
La SS 261 è sempre godibilissima, con quegli scorci unici da nord sul massiccio del Sirente, ed anche questa praticamente vuota. In breve mi ritrovo sulla Tiburtina e, sorpresa! la strada per la Gola di San Venanzio è aperta! Le ultime volte era sempre chiusa per lavori! Asfalto freschissimo e intatto, una goduria! Ma preferisco godere del panorama.
Ovviamente mi perdo anche a Raiano e allungo un po’ per arrivare a Popoli dove faccio una breve sosta per un boccone. Ecco il caldo, solo a fondovalle e nelle ore centrali.
Le velleità di fare il giro da Penne e dalla SS81 per Teramo e poi rientrare di SS 80 mi passano e così taglio dritto verso l’Aquila lungo la 153 che non percorro da lungo tempo. Al bivio per Ofena mi viene una mezza voglia di buttarmi ad est, passa subito! E così con la SS 17 velocissima sono di nuovo a l’Aquila.
Faccio un mezzo pastrocchio perché ero indeciso se rientrare o proseguire, e quindi salto la strada che da Paganica mi avrebbe portato poco sopra Assergi e recupero con un breve tratto di autostrada: destinazione SS 17bis verso il valico delle Capannelle, che non faccio da un pezzo. E poi giù lungo la SS 80 di nuovo fino a 'l’Aquila.
Il resto è noia autostradale.
Segnalo:
SP 57 verso i Piani di Rascino dalla superstrada Salto-Cicolana (solo per i paesaggi)
SS 17bis – tutta bellissima, sempre
SS 80 – dal valico delle Capannelle fino alla SS17
SS 5 – Gola di San Venanzio
SS 261 – tutta molto bella






sabato 20 luglio 2019

Sette passi in sette ore bis…Ironbiker c’è!




Come in altre occasioni almeno una volta l’anno un giro tra Umbria, Toscana, Marche e persino a lambire la Romagna (in provincià di Forlì) va fatto!
E’ faticoso, soprattutto perché compiuto in estate, con le lunghe giornate di luce, e di norma fa anche parecchio caldo. Ma va fatto, o per lo meno, andrebbe.
Non sono nuovo a giri di questa portata e da queste parti, basta cercare nei tag località come Calla, Mandrioli, Bocca Serriola, per trovarne, ma oggi era particolarmente motivato quasi a voler recuperare. E così a fine giornata il contachilometri parziale segnava quasi 800 km! (resta imbattuto il record di
giugno 2016 con Alberto, anche se in quell’occasione fummo costretti ad allungare perché Bocca Serriola era chiuso per un incidente).
Ironbiker era un nomignolo che mi era stato dato da vecchi amici e compagni di strada che dicevano di me: “Giacomo se non fa almeno 300 km la moto nemmeno l’accende!”…e così anche ieri non mi sono smentito. Però che fatica, e che strazio soprattutto quelle 2 ore, 2 ore e mezzo di autostrada e superstrada per avvicinarsi e per tornare indietro.
Partito come sempre di buon mattino alle 10:30 ero a Città della Pieve, una sosta rilassante dopo le oltre due ore di A1 ed E45 (ottimamente asfaltata fino a Perugia ma poi piena di cantieri!), il tempo di fare colazione e via di nuovo in sella, iniziando a piegare come si deve: su per il valico dello Spino, passando da Chiusi la Verna e giù fino a Bibbiena. Tolto il divertente tratto iniziale direi che questa strada è più bella da percorrere verso Est.
Basta salire un po’ e l’aria è fresca, per fortuna. A parte i tratti di fondovalle ed il ritorno non ho mai sofferto particolarmente il caldo, anzi, a tratti quasi freschino!
Svicolando Bibbiena e la trafficata statale fino a Rignano finalmente si inizia a salire verso il passo della Calla. Non lo facevo in direzione nord da una vita! La salita è veramente bella, molto tecnica e divertente, quasi tutta in ombra al fresco del bellissimo bosco. Qui un
video di molti anni fa, una delle ultime volte in cui l’ho fatto verso nord, avevo ancora il Bandit!
Quanti ricordi al passo. Con Alberto, con Barnaba, da solo. Mi fermo a mangiare nel localino rustico che c’è proprio al valico, un po’ di riposo al fresco: mi sono già fatto più di un’ora e mezza di strada senza sosta!
Bellissima la discesa nel bosco di Campigna. Da qui in poi, a parte brevi soste per fare qualche fotografia o fare benzina, sarà tutta una tirata, su strade note riscoprendo emozioni diverse.
Bellissimo il passo del Carnaio tra Santa Sofia e San Piero in Bagno, su di nuovo verso il valico del Monte Fumaiolo passando da quello di Alfero, anche questa strada non percorsa da anni.
Giù verso Ponte Messa a cavallo della bella valle del Marecchia, con i confini regionali che si alternano ogni pochi chilometri, da Toscana ad Emilia Romagna, e viceversa, lungo la statale del valico di Viamaggio verso Sansepolcro!
Quante curve, quanti tornanti! Ce n’è per tutti i gusti! E quanto l’esperienza sia importante per capire la curva che sta per arrivare, per anticiparne il tracciato. Quanto spesso si passi su tratti di strada che danno la sensazione di esser già stati percorsi, ma in un altro luogo.
La cosa più fastidiosa di questi giri al caldo? Il tessuto tecnico del pantaloni, che per quanto “estivi”, si incollano alla sella: ogni tanto che refrigerio alzarsi in piedi a stemperare la calura sulla pelle!
A Sansepolcro convinto di far prima salgo sulla E45 ma a causa lavori lo svincolo per San Giustino è chiuso, e pure quello di Selci Lama, ma alla fine riesco a tornare indietro e prendere la strada che mi porterà di nuovo nelle Marche, lungo la bellissima SS73bis di Bocca Trabaria, che
l’anno scorso trovai chiusa al valico. Sono conscio di quello che sto per fare mentre penso che potrei anche tornare a Roma, si tratta di farsi altri 100 km di curve, su strade per lo più ottimamente tenute e molto belle. Si va!
Dopo una sosta ristoratrice ed un pieno di benzina a Sant’Angelo in Vado mi appresto a fare l’ultimo valico di oggi. Bocca Serriola.

Per la prima volta anziché arrivare fino ad Urbania e tornare verso Piobbico da Sant’Angelo in Vado mi avventuro per una stradella stretta e tortuosa, e scassatella, che collega con Apecchio: una delle poche dove la Google Car non è passata! Però che panorama dalla sommità, il Monte Catria nella sua imponenza si staglia limpido ad Est!
Senza sosta da Apecchio risalgo verso il valico, inconfondibile la strada perché costellata di autovelox in disuso da anni, piazzati lì per far cassa! Il percorso di discesa verso Città di Castello è bellissimo!
E’ ora di rientrare. Sono ancora ad oltre 200 km da Roma. E speriamo di non aver beccato qualche trappolone fotografico imboscato chissà dove! Già superstrada ed autostrada sono pallosissime, farle a 90 o 110 è terribile!
E dopo lo spesone dello scorso
marzo a breve dovrò cambiare le gomme! Credo che al massimo potrò farci un’altra uscita, vorrei evitare di ritrovarmi a rientrare a Roma con la tela scoperta!
Oltre alle foto odierne qui potrete trovare vecchie foto, fatte più o meno da quelle parti, in altre occasioni.